[14 Ago 2008 | No Comment | ]
La condizione si praemoriar -note sulla donazione a causa di morte

Il presente articolo medita intorno alla questione del posizionamento dell’evento-morte all’interno dei contratti strutturati attraverso la condizione “si praemoriar”, con riferimento al problema della ricaduta della medesima all’interno del patto successorio. La prima parte dell’articolo contiene una rassegna delle pronunzie giurisprudenziali che dal primo dopoguerra hanno elaborato la figura della donazione mortis causa in relazione [...]

Read the full story »

Lettere »

Senza titolo
[23 Ago 2008 | No Comment | ]

La spiaggia è una falce anche con me, per me che non sono più così forte, per poter amare la solitudine, amare un solo foglio bianco.

Ma oggi sulla soglia di uno degli usci di mare lascio scendere le nuove bambine vecchie, morire questa lingua che batte Lo-Li-Ta: c’è un uomo più distante, che le porta via. Modugno canta un twist alla radio.

Ragazzaglia che ha imparato a non leggere, che la notte si picchia addosso davanti al mare: ora sì, ora sì che sono loro quelli soli, la cui vita non ha alcun significato.

Io cercherò soltanto di fare una passeggiata con lei. Adriano Celentano molleggia: dammi l’aumento, signor padrone. Me ne vado, torno a casa. E poi c’è solo una strada, per non essere uno studioso, ma solo uno studente.

Chiodi fioriscono sui sassi, bambini portano soldi con loro, vele cadono da una chiesa: Omero ha affittato un ombrellone, per non vedere il mare. Una ragazza senza la parola lancia un libro nell’Oceano.

Pettirossi accompagnano le bombe su Camogli, che aerei inglesi sganciano: volano piano, convertono le loro bocche in aria rossa, hanno soltanto paura della morte. Il caldo accompagna la musica, mentre una folla scappa senza pagare il suo pesce balena dolce, consumato di fretta, spruzzato di champagne. Pecore portano bastoni tra le orecchie, automobili girano verso la notte, tutto deve finire.

Io imparo dal pensiero cattolico a porgere l’altra guancia all’ inimicus, ma a essere pronto ad uccidere l’ hostis.

Arriverà l’inverno. Sarete tutti soli, e mi chiederete di amarvi.

Molo

Lettere »

Divagazioni per un pubblico ristretto -di Silvestri M.
[22 Ago 2008 | No Comment | ]
Il caldo porta immobilità con la sua aria incollata alle fessure delle persiane e il rumore di un motore che si spegne su parole cadenzate e molli. Le finestre così aperte da sembrare oscene non fosse per il buio. La tentazione di rileggere quelle pagine così nobili e presuntuose che arricciano il naso nel loro divenire quotidiano. Ora che riesco a rileggerti con distacco, il freddo ammorbidisce la canicola cittadina ed io vivo di nuovo. E’ un piccolo piacere curioso e formale come la soddisfazione nel notare i tuoi libri eleganti sulla scrivania, un’eccezione da studente che conferma la banalità della regola. Certo studioso per essere piuttosto che per dovere. Cambiano i confronti con gambe sottili in fuga e quella mania da fiori bianchi di ritrovarsi nei miti e nei grandi sepolti. Brahms copre il tuo non sorriso e non posso che ammetterne la somiglianza pur nel viso un poco più largo. Confronto con un altro viso vivo all’angolo della mia stessa strada, vibrante di un’illetterarietà sfaccettata e sfacciata che fa da parcours alle mie odierne giornate. L’ostacolo sono io e mi scanso come una trappola mobile per farlo cadere: resto ferma solo un momento e scopro che è semplicemente intenso e bello. C’è l’odore di pittura mischiata al sangue, vecchie pellicole e ossa rotte da una musica disarticolata che non riesco a riprodurre in punta di puntina. Un’angoscia anatomica dolcissima.

                                                  ***